La mia paura più grande
Mi domandò quale fosse
la mia paura più grande.
Senza indugio gli mostrai
le emozioni a lungo celate.
Temo di non essere all'altezza
di quello che il cuore vorrebbe,
ma che forse la mente
raggiungere mai potrebbe.
Finché osservo la mia vita
come impassibile spettatore,
freddo e cinico e distante,
nulla mai mi scalfirà.
Posso seguitare a immaginare
un mondo lontano e fatato,
dove l'insicuro animo mio
cammina con certezza.
Mi rallegro dei sogni,
gioisco dell'illusione che,
se mai io tentassi,
sarei in grado di realizzarli.
Ma se un giorno mi svegliassi
e cercassi di tradurre
le belle volontà in fatti,
potrei ritrovarmi in un burrone.
E se incontrassi un fallimento,
e giudizi dovessi subire,
non penso che resisterei:
la vergogna mi farebbe perire.
Temo la mia luce!
Se dal nascondiglio sbucassi
e il cosmo intero illuminassi,
io stessa ne rimarrei accecata!
Così indugio nell'ombra,
conscia che la fantasia
mi terrà dolce compagnia
fino alla fine dei tempi.
Infine darò uno sguardo indietro
e rimpiangerò amaramente
di non aver mai provato
ad essere un astro splendente.

