Vieni a Cercarmi - Sito letterario di un'autrice esordiente

Olocausto

Immersa nel Paradiso vano,
da Dio sì lontano,
tra chi d’oro è adorno
e stinto dentro,
io vi penso,
anime sperdute,
senza un perché condannate.
Se con voi fossi nata,
mi sarei alzata,
avrei lottato, urlato,
esaurito ogni respiro
per sfinire il nero male che vi ucciso,
che la Storia ha segnato
e l’uomo già dimenticato.
Ma son facili parole,
escono da un cuore
che guerra e sangue non conosce.
Capir esso non osa
il destino per voi deciso
da un cielo non sì divino.
Di rabbia m’infuoco,
scoppia dentro un tuono,
l’animo si ribella,
attorno solo indifferenza.
T’invoco, Signore,
ascolta le mie parole:
non darmi la pace,
non bramo serenità fugace.
Fammi rinascere
nel mondo della paura,
fammi conoscere
il lavoro senza ricompensa,
se non sofferenza eterna.
Restituirò il tempo
a quel popolo disperso!
Combatterò con le mani e con il cuore,
ridarò loro l’onore.
Quando tornerò,
al mondo dirò
che è stato solo un sogno.
Svaniranno le ferite
sui muti corpi incise
di chi narrare non riesce
quei giorni bui come la pece.
Una piccola creatura
contro un'invincibile paura...
Ma diverrei soltanto un numero
su un’infinita lista,
un'altra vittima
di un essere dall’anima inquieta,
che non raggiunse alcuna meta,
se non imprimere nella memoria
un orrore disumano
che rimarrà nella Storia.


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